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#1 2020-08-29 22:00:38

RogerFurey
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Registered: 2020-08-29
Posts: 1

Tel Aviv non si vede: si assapora

Partiamo dal presupposto che in due giorni soltanto, Tel Aviv non si vede: si assapora.
In due giorni probabilmente avrete solo assaggiato quello che Israele può offrirvi e non vorrete prendere l’aereo del ritorno.
Almeno questo è quello che è successo a me.
Il mio primo pensiero una volta in aereo è stato: devo assolutamente organizzare un viaggio con la famigli a Tel Aviv per perché non ho visto nulla.
Altra questione è, se come me avete fatto un viaggio da Eilat a Tel Aviv e avete lasciato la città di Tel Aviv per ultima.
Comunque avrete voglia di rivederla meglio (questo ve lo assicuro).

Ma se già avete visto un po’ di Israele e avete fatto un viaggio di questo tipo

due giorni a Tel Aviv, almeno per assaporarla e per capire se fa per voi per un secondo appuntamento, possono bastare.

Il Bauhaus a Tel Aviv e i suoi edifici Una delle cose che più mi ha colpito di Tel Aviv

è stata la scoperta dei suoi edifici, moltissimi in stile Bauhaus.

Lo stile Bauhaus si identifica in uno stile minimalista dell’architettura

con forme lineari e geometriche che si contrapponevano alle forme floreali o curvilinee proprie delle epoche passate.
Ma perché così tanti edifici, se ne calcolano circa 4000 in città, in Israele.
La città di Tel Aviv, venne letteralmente costruita dagli architetti tedeschi in fuga dal regime nazista di Hitler intorno alla Seconda Guerra Mondiale.
Tra le altre cose non è raro incappare in tour della città che si prefiggono di trovare gli edifici Bauhaus più belli e caratteristici.

Nel 2019 sono stati celebrati i 100 anni del Bauhaus a Tel Aviv

Le mie zone preferite in città Nahalat Binyamin è una zona pedonale di Tel Aviv che si trasforma anche in un mercato, di artisti locali e dell’artigianato, però solo due volte alla settimana, il martedì dalle 10 alle 17 e il venerdì dalle 10 alle 16.30.

La zona pedonale si congiunge anche al Carmel Market (ne parlo poi sotto)

Il Nahalat Binyamin è partito nel 1987 e oggi si trovano oltre 200 artisti che vendono i loro lavori spesso come unico luogo in cui lo fanno e per il resto della settimana lavorano da casa.
Old Jaffa.

Città una volta separata da Tel Aviv

ormai inglobata ad essa.
Dagli anni ’60 è diventata il luogo di ritrovo di artisti, gallerie d’arte e negozi di artigianato locale.
Qui non puoi perdere la casa di Ilana Goor, casa e museo insieme.
Neve Tzedek, .

La zona di Tel Aviv in cui vivrei
Neve Tzedek è stato il primo quartiere ebraico ad essere costruito nel 1887

oltre Jaffa.
Un piccolo gioiello nascosto dove passeggiare.
Un quartiere creativo, bello, pieno di locali alla moda e all’avanguardia.
Uno spettacolo oltre la metropoli.
Rothschild Boulevard, una via molto bella con tantissime persone che camminano, vanno in bicicletta sulla pista ciclabile o con il monopattino.
Ristoranti da entrambi i lati e tantissime cose da fare e da vedere.
Una strada molto elegante su cui vale la pena camminare.
Sarona Market, un mercato al chiuso dove si trovano decine e decine di ristoranti e negozi tutti dedicati al cibo e alla cucina.
Qui si trovano cucine di tutto il mondo e per tutte le tasche.
All’esterno giardini e parchi, quindi si può comprare da mangiare ed eventualmente uscire all’esterno (ma anche l’interno è davvero molto bello!).
Il mercato di Tel Aviv e il riposo del sabato Durante i miei (pochissimi) giorni a Tel Aviv, mi sono imbattuta in un mercato, bellissimo e super colorato, della città.
Devo dire che i mercati, della frutta e della verdura, a me piacciono sempre da impazzire.
Il viaggio che non si fonde con il cibo locale, è a mio avviso un po’ un viaggio perso, un’opportunità mancata di assaporare davvero la cultura di un Paese.
I mercati sono da sempre il luogo in cui amo perdermi, tra i profumi e i sapori di una popolazione che qui si rivela davvero.
Il Carmel Market di Tel Aviv (se aprite il link non spaventatevi e mettete la pagina in inglese!) è un mercato a cielo aperto visitabile dalle 8 alle 19 dalla domenica al giovedì e dalle 8 alle 16 il venerdì.
Dal tramonto del venerdì sera fino alla domenica mattina.

Come sapete (o dovreste proprio sapere se state pensando ad un viaggio in Israele)

gli ebrei fanno riposo, quindi sono sospese tutte le attività lavorative o che comportano fatica.
Questa del giorno del riposo è una cosa che mi ha sempre affascinato tantissimo.
Nella nostra cultura e religione c’è il girono del riposo, la domenica, ma gli ebrei concepiscono il giorno del riposo come un giorno in cui nessuno può fare nulla.
Addirittura, negli hotel in cui sono stata di sabato o di venerdì sera, il buffet veniva apparecchiato la sera prima (il venerdì) in modo che nessuno lavorasse il sabato.
Certo, negli hotel non tutti sono ebrei e quindi c’è sempre del personale che lavora, ma in generale gli autobus non circolano il sabato e così tutti gli uffici pubblici.

Se state pensando ad un viaggio in Israele con spostamento con i mezzi pubblici

ad esempio, considerate bene come muovervi durante la loro festività, lo Shabbat.
Tornando al Carmel Market, quando lo visiterete, capirete perché mi è piaciuto così tanto.
Se non volete rischiare di perdervi i banchi più particolari, storici o quelli dove potete assaggiare qualche cibo locale, vi consiglio di prenotare un’esperienza con Musement per i mercati.
In generale comunque, tutte le esperienze con Musement sulla città di Tel Aviv sono interessanti e meritano di essere approfondite.
Tel Aviv, dove dormire Come potrete immaginare, .

A Tel Aviv gli hotel non mancano

Basta fare un giro su Booking per trovare centinaia di offerte per un weekend di primavera.
L’hotel in cui ho alloggiato io, il Market House a Jaffa, è un boutique hotel ben posizionato perché si trova non lontano (a circa 300 metri) dal mare di Tel Aviv.

Il Market House mi è piaciuto per una serie di motivi

innanzitutto per la sua posizione, davvero perfetta, nel cuore di Jaffa dove si può girovagare anche la sera, perché pieno di locali dove bere qualcosa, o di giorno perché pieno di negozi di arredamento o mercatini delle pulci.
Il secondo motivo per cui mi è piaciuto è per il suo staff, molto gentile e disponibile, il suo arredamento, curato e preciso capace di farti sentire accolto e parte di una piccola famiglia e per il suo aperitivo, ogni giorno a disposizione degli ospiti nella sala colazione a fianco alla hall.
Personalmente amo i boutique hotel e li preferisco alle grandi catene perché hanno un’anima e riescono, con un numero di camere spesso limitato, ad avere servizi più curati e personalizzati.
L'articolo Tel Aviv, cosa vedere in due giorni proviene da Federchicca.
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